La chiesa,
documentata solamente a partire dal XIII secolo, mantiene l'impianto
romanico con una sola navata conclusa ad oriente dall'abside semicir
colare. L'edificio più volte modificato ha oggi l'aspetto
conferitogli dai recenti lavori di restauro rispettosi sia delle
originarie forme romaniche sia degli interventi dei secoli XVI
e XVII. Durante il secolo XVII fu modificata la facciata con l'apertura
del finestrone barocco e venne costruito il porticato che, addossato
al fianco meridionale della chiesa, ben si lega al tessuto urbano
circostante, caratterizzando questa parte del borgo. Il corpo
absidale, in bella pietra alberese, sottolineato da un'elegante
cornice in laterizio su mensoline in terracotta ha mantenuto la
struttura romanica. La torre campanaria in conci regolari conserva
sul lato settentrionale un'iscrizione con data, in memoria di
uno dei molteplici interventi operati nella prima metà
del Cinquecento.
All'interno,
sulla parete sinistra, sono degni di nota sia il trittico con
la Madonna il Bambino e Santi datato 1438 e firmato dal pistoiese
Bartolomeo di Andrea Bocchi sia la tavola con la Madonna in Trono
coil il Bambino da ascriversi all'ultimo XV secolo ed opera di
un artista certamente di scuola pistoiese. Alla parete destra
del presbiterio sono una grande tavola cinquecentesca con la Vergine
in trono tra Santi e un affresco, trecentesco, con san Biagio
che libera un fanciullo dalla spina che lo sta soffocando. Di
notevole valore artistico e singolare per l’iconografia,
l’affresco è forse indizio della preesistenza sul
poggio di Serravalle di un luogo di culto altomedievale, in qualche
modo inerente, per la consonanza iconografica, con la particolare
orografia del sito e con l’antica viabilità di valico.