La chiesa,
una delle più antiche pievi del contado pistoiese, è
nota già dai primi del XII secolo. L’edificio attuale
è frutto degli ampliamenti e delle trasformazioni settecentesche,
conserva soltanto alcune tracce dell’impianto originario.
Preceduta da un elegante portico custodisce all’interno
una bella tavola dipinta tra il 1518 e il 1521 del pistoiese Leonardo
Malatesta (1483-1524). Si tratta di una Sacra Conversazione
con i santi, Sebastiano, Cosma e Silvestro, commissionata
dall’Opera di S. Pietro per l’altare maggiore della
chiesa e da lì rimossa e posta all’altare di sinistra
a seguito dei lavori di ristrutturazione che interessarono l’edificio
a partire dal 1759 sino al 1796.
Il dipinto,
di intonazione popolare, riflette nel rilievo dato all’immagine
di san Silvestro Papa una antica tradizione locale detta Quaresima
del Lupo, che riconduce all’uso di digiunare durante
l’ultimo giorno dell’anno. Il Crocefisso
all’altare maggiore risale al XVII secolo ed è notevole
per la qualità dell’intaglio, particolarmente accurato
nella resa anatomica. La Sagrestia, cui si accede da una porta
a lato dell’altare maggiore, custodisce pregiati arredi
sacri, mentre le suppellettili liturgiche dell’importante
Compagnia del SS. Sacramento, che officiava già nel 1573
in un proprio oratorio, risultano oggi in parte disperse. Da segnalare
anche la presenza di un importante organo Agati-Tronci, già
restaurato nel 1898 e sottoposto ad ulteriore restauro nel 1985,
di cui si hanno le prime notizie da una relazione del Vescovo
Ippoliti durante una visita nel 1778.