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| L'ARTE DEL RICAMO Il "Punto Casale" |
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| Chi
di noi nell'arco della vita non rivolge, anche solo per un attimo, il
pensiero al passato e alle vecchie tradizioni. Esiste veramente "il filo" che unisce passato e presente? Un filo sottile, che ha unito il destino di molte donne e che è stato fautore del cambiamento socio-economico nel nostro territorio. Quello stesso "filo", con il quale le ricamatrici di inizio secolo, punto dopo punto, pazientemente e con tanto amore, impreziosivano le tele con ricami del tutto particolari, uno dei quali chiamato punto di Casalguidi". Da una pubblicazione di ricamo di Adele della Porta datata 1915 si leggeva: |
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(..) ora è
uscito - sarebbe questa l'ultima e più aggraziata manifestazione
del ricamo il punto di Casalguidi, con il quale si eseguono gli oggetti
più svariati, con una impronta nuova, un rilievo pressoché
marmoreo che spicca- e questa forma la sua caratteristica –su
fondo leggerissimo. |
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| Questo contrasto,
dà nell'occhio, con un'armonia, una grazia specialissima che
lo fa tanto apprezzante alle signore di buon gusto. Ed il lavoro non
presenta difficoltà, ma si impara facilmente con un insegnamento
pratico che ci proponiamo a spiegare così da renderlo alla portata
di tutti. E, - per la cronaca, - ricordiamo che il ricamo di Casalguidi ha il pregio di essere una manifestazione di arte femminile tutta italiana: prende il suo nome da una frazione presso Pistoia, nel comune di Serravalle Pistoiese appunto CASALGUIDI, dove viene eseguito su larga scala e dove vi' è una specie di maestranza che, a questo gentile lavoro, si dedica in una scuola speciale... |
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Infatti, erano
soprattutto queste scuole - laboratorio a formare le giovani artigiane,
ecco appunto una foto delle allieve risalente agli anni '20. Tra le istituzioni di questo tipo, ormai passate alla storia nella CASALGUIDI di inizio secolo era quella diretta dalla Signorine Morelli, a cui si ascrive il merito dell'invenzione di un altro punto famoso nella piana pistoiese, "il punto ad ago". Tale scuola fu gestita prevalentemente da una delle sorelle, Giuseppina, che proseguì l'attività per diversi anni, attirando a Casalguidi numerose fanciulle, che lì potevano apprendere tutti i segreti del ricamo su bianco. |
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Tipico è
il loro monogramma, la famosa "EMME" che spesso veniva
inserita nei ricami dalle Signorine Morelli. Il motivo di ricamo chiamato "omino e donnina", era un'altra gloria dei ricami di Casalguidi, queste figure, riportano alla mente le sculture, ai bassorilievi presenti sui capitelli ed i fregi delle sculture romaniche e gotiche. Altro disegno spesso utilizzato era quello detto ad "uccelli", figura entro un quadrato disposto a scacchiera nel campo e collegato da tralci che fa pensare ai bassorilievi e mosaici bizantini e medioevali. Oltre ad essere un lavoro creativo e gratificante, ebbe anche funzione di aggregazione e socializzazione, poiché queste ricamatrici si riunivano nei cortili, ai bordi della strada, nelle veglie serali davanti al camino, ritagliandosi così un loro spazio per ritrovarsi e scambiarsi le loro opinioni. Ed, a quelle donne, dedico questa mostra, a loro, che con piccole e fragili dita di fanciulle o grandi ed arrossate mani di massaie, dedite alla famiglia, che alternando il lavoro domestico a quello dei campi, trovarono con caparbia volontà, il tempo per creare quei ricami stupendi, patrimonio artistico tipico del nostro territorio. Esse, riuscirono anche a dare una svolta socio-economica rilevante, contribuendo con la loro opera al fiorire di aziende che si avvalevano dei "raccoglitori" persone, che si assumevano l'incarico di reperire i manufatti direttamente dalle artigiane e che commercializzavano il prodotto attraverso vari canali. |
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| Oltre al commercio
all'interno della Toscana, costa adriatica etc... nel periodo postbellico,
prese l'avvio un frequente rapporto con l'America. Così testimonia la signora Biagini Ebe artigiana di vecchia data, di CANTAGRILLO, raccontando che, per motivi di salute, inviò una partita di lavoro in America, non ricamata da lei e che fu restituita al mittente con la seguente dizione: "non è stato effettuato dalla mano della Signora Ebe” ed infatti ogni artigiana personalizzava ogni ricciolo o fioritura dando una impronta unica al ricamo. Altro particolare interessante e che merita di essere menzionato è il sistema di ricalco del disegno, che le lavoranti ricevevano e si passavano l'una con l'altra dei motivi vari dei ricamo. La tecnica più antica consisteva nel posizionare (carta da pacchi) sul lavoro già effettuato e passarvi sopra un cucchiaio di rame dopo averlo passato nei capelli... e per magia appariva il ricalco dei vari disegni, più tardi vennero usati vari tipi di carboncino. |
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| (Il testo è stato ripreso dalla pubblicazione di Anna Baglioni, "Quel filo dal passato.., il Ricamo di Casalguidi", le foto sono tratte in parte dalla stessa pubblicazione ed in parte dal libro "Casalguidi Style" di Effie Mitrofanis) | |
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